Buona domenica pomeriggio,
come sta procedendo questa giornata?
Io e mio marito Marco, oggi ci siamo dedicati del tempo per passeggiare in mezzo alla natura, ovviamente nei limiti concessi dal Governo in questo momento di pandemia, per i vari spostamenti.
Mentre passeggiavamo abbiamo provato a guardare le cose da un punto di vista differente, ci siamo proprio concentrati sull’osservare ciò che ci capita quotidianamente, richiamando alla memoria alcuni episodi, da un punto di vista altro, come se indossassimo nuove lenti per guardare la realtà.
Osservando sempre le cose, dallo stesso punto di vista, non abbiamo mai la possibilità di “alzare la testa” e come diceva Oscar Wilde: “…alziamo la testa e ci daremo la possibilità di guardare una città nuova…”
Abbiamo fatto la stessa cosa, ci siamo presi il tempo della domenica, anzi del sabato e della domenica (e d’ora in poi ci siamo promessi di non farcelo “più rubare” dai ritmi frenetici del lavoro, della quotidianità che ci vuole sempre belli, ordinati e performanti) per RALLENTARE.
Ora so che ti starai domandando: “che cosa avete visto da un punto di vista nuovo?” oppure “bene, un punto di vista nuovo ma in merito a che cosa?”
Ti rispondo subito, un punto di vista nuovo legato alle cariche negative e alle cariche positive che ci circondano e che attraiamo a noi oppure respingiamo, di come in questo momento più che mai le giornate appaiano legate al “fare” e ci si dimentichi spesso che quello che dobbiamo coltivare non è il “culto del soldo” ma bensì della FELICITA’, non quindi del desiderio di avere ma di essere felici per quello che già abbiamo.
Ovviamente questo pensiero non ci porta a dire “allora non mettiamo più impegno in quello che facciamo” oppure “da oggi in poi viviamo in vacanza”, assolutamente!
Lavoriamo sulla PIENA CONSAPEVOLEZZA di quello che davvero ci fa stare bene, ci fa vivere in tranquillità e ci fa ESSERE GRATI DELLA VITA CHE ABBIAMO, da sempre.
Io e Marco riflettiamo spesso su questi punti e devo ammetterlo, siamo in cammino per migliorarci ma ci sentiamo già sufficientemente bravi, teniamo molto al nostro benessere personale, al benessere della coppia e a stare in una relazione sana, positiva e costruttiva.
Sappiamo che il RALLENTARE, l’avere il tempo per dedicarci a ciò che ci piace, ad un hobby, alle passeggiate che facciamo nel verde, è tempo non sprecato e non tolto al lavoro ma bensì, sono tutte quelle ricariche positive necessarie per essere poi più produttivi.
Il nostro corpo se portato perennemente a vivere sotto stress, produce ormoni che ci danneggiano, ad esempio il cortisolo e se alcuni comportamenti non vengono cambiati ma reiterati nel tempo, quello a cui si va incontro è il burnout.
Diceva Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo polacco, che oggi, tutti noi ci siamo dimenticati della FELICITA’, che alla sua ricerca e costruzione abbiamo sostituito il desiderio.
Scriveva sempre Bauman: “…ci muoviamo con mappe che non corrispondono più al territorio che d’altronde, è un territorio mobile. Usiamo scarpe pesanti dove servirebbe correre e, nel fango, ci muoviamo come su una spiaggia di Capalbio…”
Tu, cosa ne pensi?
Ecco, oggi mentre passeggiavamo le nostre riflessioni sono state proprio queste, che cos’è LA FELICITA’?
Ho provato a rispondere a questa domanda non da professionista nel settore ma da Costanza, donna, moglie di Marco, piena di vita e di curiosità.
La felicità è il mio obiettivo di vita, ed è l’obiettivo di mio marito, lo condividiamo, proprio come condividiamo il nostro progetto di vita.
Ciò che rende felice me, rende felice anche Marco e viceversa, la FELICITA’ è la nostra sfida, è la nostra presa di coscienza, è la nostra capacità di saper affrontare i problemi della quotidianità insieme e non di voler scappare da essi.
FELICITA’ è poter stare vicini, tenersi per mano e ascoltarsi, sorreggersi, ritornare poi a casa e bere una buona tazza di tisana calda, mentre il vento si alza e guardare fuori dalla finestra arrivare il crepuscolo.
FELICITA’ è abbracciarci, è esserci.

Costanza

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