Buongiorno lettori del blog di LumenIdea!
Mi presento, sono Sara Creola, laureata in Filosofia e insegnante di Liceo.
Ho colto l’opportunità di scrivere l’articolo che state leggendo, per dare spazio al mio pensiero, alla mia creatività e alla passione che ho per la scrittura.

Mi trovo a scrivere quest’articolo in un momento particolare, difficile e delicato.
Tutti noi siamo ritornati in una situazione acuta di emergenza accompagnata da preoccupazioni, ansie e pensieri che si accavallano.
Ho deciso, dopo un momento di riflessione, di parlarvi e darvi un valido contenuto legato ALLA COMPETENZA LINGUISTICA, perchè penso possa essere una valida alleata per comprendere meglio anche il momento che stiamo vivendo.

«Cosa sta dicendo? È matta? Non c’è filo logico!», mi sembra di sentire le vostre vocine di sottofondo…

Beh, normale, normale non sono mai stata 😉 ma anche se vi sono apparsa stramba non sono andata fuori tema!
La competenza linguistica è fondamentale nella vita quotidiana sia sul posto lavoro sia nelle relazioni sociali.

Possedere una COMPETENZA LINGUISTICA vuol dire essere in possesso di un patrimonio e un bagaglio terminologico solido, in modo che con il passare del tempo non si assottigli sempre più, diventando povero, sterile, limitato e pertanto improduttivo.
Mi spiego meglio: usiamo poche parole, sempre le stesse.
Sì, usiamo male il nostro patrimonio linguistico, un efficace strumento non solo culturale, ma di vita, è come avere una Porche e guidarla in un centro urbano…Ho reso l’idea?

I ragazzi ma anche noi adulti che ci stiamo adeguando a questa rivoluzione tecnologica, usiamo termini come “looppare” che ci fanno apparire come marziani e di cui spesso ci sfugge il senso e la necessità di queste coniazioni e contaminazioni.

Pensate alla ricchezza di vocaboli e il ventaglio di sfumature di significato che la lingua italiana offre, è uno strumento potente!

Più perdiamo parole più perdiamo la possibilità di esprimerci davvero e di essere veramente compresi perché non comunicheremo in modo preciso. Oltre a ciò ci neghiamo anche la possibilità di comprenderci perché nel momento in cui ci regaliamo e concediamo del tempo per riflettere su quale termine ci rappresenti davvero in quel frangente ci renderemo più evidenti, saremo più comprensibili anche a noi stessi.

La competenza linguistica va ovviamente allenata e il recupero della lettura è un passo importante in tal senso.

Dobbiamo sforzarci di riabilitare e potenziare questa competenza poiché è una strategia molto utile per avviare il cambiamento e per attivare l’abitudine a mutare o a considerare prospettive diverse.
Se una situazione continuiamo a descriverla con termini negativi e ansiogeni difficilmente potremo mutare il pensiero verso di essa e le strategie d’azione nei suoi confronti.
Allo stesso modo, se parliamo di noi stessi sempre secondo una determinata prospettiva… beh ci perderemo molti nostri pezzetti poiché nessuno è un monolite mentre siamo tutti prismi con molte sfaccettature e colori.

Cambiare parole significa cambiare i pensieri e pensieri diversi portano ad azioni diverse!
Non vale la pena provare?
All’opera, allora!

Ti propongo ora un esercizio per iniziare ad allenare LA TUA COMPETENZA LINGUISTICA:

1) Prova ad ascoltare i termini con cui ti descrivi frequentemente, fai attenzione anche ai verbi che ti attribuisci, sei più della squadra “del voglio”, “desidero” oppure per quella del “devo, sacrificare, far fatica?”,

2) Scrivili poi a mano su un bel foglio di carta.

3) Scegli ora un momento tutto tuo, prova a rilassarti e concentrati.
Guarda la lista e individua 3 termini che vorresti provare a modificare.

4) Sottolineali e durante la settimana sforzati di cambiare i 3 termini “incriminati” ogni qual volta si presentino, (ATTENZIONE perché sono esigente! ;-))
Dovrai cercare di sforzarti nel non usare sempre il solito termine, trova sinonimi e a fine giornata scrivi i termini nuovi usati.

5) All’inizio fari fatica ma in seguito diventerà più semplice e disinnescherai l’automatismo che ti porta ad associarti solo ad alcuni aspetti di te.

Chi può dire che le nuove scarpe che ti troverai ad indossare non ti calzino a pennello o che siano più comode di quelle precedenti?

“Quella che il bruco chiama fine del mondo,
il resto del mondo lo chiamo farfalla.”
-Lao Tzu-

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