“La Psicologia Positiva è lo studio scientifico del Benessere e della prosperità umana.

E’ stata definita come lo studio delle potenzialità e virtù che permettono alle persone, società e organizzazioni di crescere in maniera sostenibile”

-Positive Psychology Institute-

 

Le componenti dell’Atteggiamento Positivo

Ci sono cinque componenti che influenzano il nostro atteggiamento e che possono influire sulla nostra positività, esse sono:

  1. L’Ottimismo, cioè credere che possiamo fare qualcosa per determinare la nostra vita, ci permette di coltivare la speranza e di credere che qualsiasi cosa succede avremo le potenzialità per far fronte alle sfide del quotidiano
  2. L’ Autoefficacia come risultato della convinzione che abbiamo le risorse necessarie per raggiungere i nostri obiettivi
  3. La Felicità, per vivere una vita piena ed autentica
  4. La Speranza, per creare una progettualità di valore
  5. La Persistenza come presa di consapevolezza per poter raggiungere i propri obiettivi

 

L’Ottimismo

Che cosa fa la differenza tra chi vede il bicchiere mezzo vuoto e chi lo vede mezzo pieno?

Avere una visione positiva di sé stessi e del proprio potenziale è importante per creare quella spirale virtuosa che ci rende sempre più ottimisti e proattivi.

La positività è la tendenza delle persone nel concentrarsi sugli elementi positivi invece di focalizzare l’attenzione sui fattori negativi che possono essere presenti nella propria vita o che lo sono stati in passato.

La spiegazione che diamo a noi stessi nel processare e dare un senso agli eventi che accadono è fondamentale e differenzia le persone in due grandi gruppi:

  1. le persone che vedono” il bicchiere mezzo vuoto”
  2. le persone che vedono “il bicchiere mezzo pieno”

La persona ottimista elabora una spiegazione interna positiva che gli permette di:

  1. Assumersi la propria responsabilità
  2. Sganciarsi da una responsabilità disfunzionale, ovvero: “se non c’è nulla che io possa fare per cambiare le cose, dopo aver fatto tutto quello che era sotto la mia personale gestione, allora “lascio andare””
  3. Non disperarsi nei momenti dove non si può intervenire o modificare le situazioni

Come si allena l’Ottimismo?

  1. Allenando la generosità
  2. Dedicando del tempo all’autoriflessione
  3. Allenando la gratitudine
  4. Condividendo esperienze con la persona o le persone care
  5. Allenando la capacità di perdono

L’Autoefficacia

L’autoefficacia è stata studiata ampiamente e viene tradotta come l’avere fiducia nei propri mezzi, nella capacità di generare i risultati che vogliamo raggiungere e nasce dal fatto che ci sentiamo e percepiamo come persone in grado di lavorare sulla nostra motivazione, necessaria per portare a termine una determinata azione in un determinato contesto.

E’ importante sapere che l’autoefficacia:

  1. Si sviluppa attraverso la pratica e lo studio
  2. Permette di prendere in considerazione sempre un margine di miglioramento
  3. Si lascia influenzare dai feedback che riceviamo dalle persone di cui ci fidiamo, in questi termini la parola di una persona che stimiamo può aumentare o abbassare il nostro livello di autoefficacia

Ecco alcune strategie per sviluppare la propria autoefficacia:

  1. Portare alla memoria esperienze passate di successo, esse sono lo strumento più potente per promuovere e generare la credenza che attraverso l’impegno “possiamo riuscire”
  2. Osservare altre persone fare quello che vogliamo riuscire a fare noi
  3. Lavorare con la propria immaginazione, cioè creare scenari futuri dove ci si immagina nel raggiungimento del proprio obiettivo

La Felicità

Non è vero che essere felici vuol dire vivere una vita senza problemi, affermava il noto sociologo Zygmunt Bauman.

La vita felice viene dal superamento dei problemi, dal saper risolvere le difficoltà.

Bisogna affrontare le sfide, fare del proprio meglio, coltivare l’Atteggiamento Positivo al fine di vivere una vita piena ed autentica.

Si raggiunge la felicità quando ci si rende conto di riuscire a gestire le sfide della quotidianità.

Le persone felici sono:

  1. Più produttive e creative al lavoro
  2. Guadagnano di più e hanno ruoli più importanti
  3. Sono dei migliori leaders
  4. Hanno relazioni efficaci e positive
  5. Gestiscono meglio lo stress e quando hanno dei problemi difficili da superare dimostrano di essere più resilienti

Rifletti sulla tua vita, ribalta il paradigma di partenza:

da

“Perché non mi sento bene? Perché sono così stanco e scontento? “

a

“Dove ho provato soddisfazione oggi? Come posso potenziare i momenti piacevoli che ho vissuto?”

Sii felice di essere te stesso, i nostri talenti fanno la differenza, sono preziosi e abbiamo il dovere di lavorare su noi stessi per portarli in luce e fare in modo che riflettano sulla nostra vita e su quella degli altri.

La Speranza

La Speranza permette di mantenere vivo il desiderio di vivere e di cercare piacere nel vivere, portando la persona fuori dalla sensazione di sopravvivenza che a volte può assalirla.

Allenare la speranza per:

  • Coltivare il nostro benessere
  • Stringere relazioni migliori
  • Accrescere la nostra autostima
  • Avere maggiore fiducia nelle altre persone

Con la Speranza si coltiva la capacità di progettare e vedere il tuo futuro, la speranza può essere definita come uno stato di motivazione positiva.

 La persistenza

Le persone che mostrano un’elevata persistenza e livello comportamentale sono consapevoli di poter raggiungere i propri obiettivi e agiscono di conseguenza.

La felicità non si trova solo nel raggiungimento della meta ma nel processo che porta la persona a  raggiungere un obiettivo attraverso un’attività di valore che richiede un certo grado di sfida.

Questo processo è importante tanto quanto il raggiungimento della meta in sé stessa.

Le  persone che allenano la propria persistenza si caratterizzano per avere una forte volontà nell’agire nonostante ci siano degli ostacoli. Quando c’è un ostacolo una persona con bassa persistenza abbandona quasi subito mentre una persona con alta persistenza continua ad andare avanti nonostante le difficoltà che possono capitare.

Questa modalità di funzionamento richiede quella che viene definita comunemente “forza di volontà”.

Come recuperare la forza di volontà?

  • Utilizzare l’umorismo nei momenti di “crisi”
  • Darsi un piccolo obiettivo e lavorare per raggiungerlo
  • Non farsi frenare dalle parole delle persone che bloccano le vostre idee in modo distruttivo
  • Creare intenzioni di implementazione (se capita questo…allora farò questo…)
  • Abbinare l’obiettivo con scopi sociali (aiutare altre persone, voler essere un buon membro di un gruppo, voler essere un buon partner…) o altre scopi che attivino un’elevata motivazione.

Ricordiamoci che incrementare la forza di volontà è un tema complesso e multifattoriale, dipende dalle circostanze del momento, dallo stato psicologico e fisiologico della persona.

Una notevole forza interiore, ci permette di affrontare al meglio le molte sfide della vita.

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