“Gli orologi facevano tic e tac; quelli di oggi fanno stress e relax, stress e relax.”

Dr. Stefano Bartezzaghi

 

Si è sempre pensato che la sindrome da burnout colpisse esclusivamente le professioni in ambito sociale e sanitario: educatori, insegnanti, medici, infermieri ecc…

Negli anni si è giustamente capito che le persone affette da questa sindrome si trovano praticamente in ogni categoria lavorativa, con sintomatologie apparentemente diverse ma che nel profondo sono tutte legate al “malessere” della persona.

Il burnout comporta esaurimento psico-fisico, un atteggiamento spesso improntato al cinismo e un sentimento di ridotta realizzazione personale, (lo stress eccessivo può portare a diversi disturbi proprio da stress.)

Lo stress è la risposta psicofisica alle richieste che l’ambiente esterno fa alla persona: richieste emotive, cognitive ecc…

Il soggetto che vive uno stress prolungato nel tempo, tende a sfuggire l’ambiente lavorativo assentandosi sempre più spesso e lavorando con assenza di entusiasmo ed interesse, provare frustrazione e insoddisfazione, nonché una ridotta empatia nei confronti delle persone che lo circondano, ad esempio i colleghi d’ufficio.

Perchè questo accade?

Perchè la persona non trova più dentro si sé le risorse per far fronte a tutte le richieste che le vengono fatte dall’esterno.

Il burnout si accompagna spesso ad insonnia e depressione, i disagi si avvertono dapprima nel campo professionale ma poi vengono con facilità trasportati nella vita privata, tra gli affetti familiari e dei propri cari che non riconoscono più la persona con cui hanno sempre avuto relazioni comunicative, affettive e amicali.

“Non ne posso più, mollo tutto!”

Di la verità, quante volte ti è capitato di pronunciare frasi come questa?

 Quali fattori ambientali portano ad esaurirsi?

  • Sovraccarico lavorativo: la persona percepisce un carico di lavoro eccessivo o il tipo di lavoro non è adatto a lei, il carico emotivo diventa eccessivo
  • Senso di impotenza: il soggetto ritiene di non avere più strategie valide per raggiungere gli obiettivi che si era prefissato
  • Insufficiente controllo sulle risorse: l’individuo percepisce di avere insufficiente controllo sulle risorse necessarie per svolgere il proprio lavoro
  • Riconoscimento inadeguato sul posto di lavoro: il soggetto percepisce di ricevere un riconoscimento inadeguato per il lavoro svolto
  • Senso di abbandono: quando crolla il senso di appartenenza comunitario all’ambiente di lavoro
  • Assenza di equità: non viene percepita l’equità nell’ambiente di lavoro
  • Valori contrastanti: non condivisione dei valori aziendali da parte della persona
  • Scarsa retribuzione
  • Ore straordinarie: mal retribuite o gratuite
  • Ambiente esterno stressante
  • Competizione
  • Incomunicabilità tra reparti e tra ruoli

 Atteggiamenti emotivi della persona affetta dalla sindrome da burnout:

  1. Atteggiamenti negativi verso gli altri
  2. Atteggiamenti negativi verso di sé
  3. Atteggiamenti negativi verso il lavoro
  4. Atteggiamenti negativi verso la vita
  5. Insoddisfazione lavorativa
  6. Calo dell’impegno sul posto di lavoro
  7. Riduzione del benessere personale
  8. Salute vacillante

Le quattro fasi della sindrome da burnout:

  1. L’entusiasmo idealistico verso il lavoro: la persona investe molte energie nel lavoro, è motivata nell’ aiutare gli altri, e nell’ottenere successo. Le motivazioni alla base di questi comportamenti sono spesso accompagnate da aspettative  di “onnipotenza”
  2. Carichi di lavoro e di stress eccessivi, la stagnazione: la persona inizia a rendersi conto di come le sue aspettative non coincidano con la realtà lavorativa, l’entusiasmo e l’interesse legati al proprio ruolo professionale iniziano a svanire.
  3. La frustrazione: il soggetto affetto da burnout avverte sentimenti di inutilità, di inadeguatezza, di insoddisfazione, uniti alla percezione di essere sfruttato, oberato di lavoro e poco apprezzato
  4. Il disimpegno:l’interesse e la passione per il proprio lavoro si spengono completamente

Le strategie per far fronte al burnout

La prevenzione o il superamento di una situazione di burnout non può prescindere da un reale cambiamento delle condizioni in cui lavora l’operatore.

L’organizzazione dovrebbe creare un clima di lavoro positivo, attraverso l’analisi dei bisogni, delle motivazioni dei lavoratori, tenendo presente i cambiamenti culturali, i ruoli e le competenze professionali di ciascuno.

Garantire un clima che sia gratificante per il lavoratore significa supportarlo nel gestire il suo carico emotivo, favorendo la promozione del BENESSERE psicofisico per prevenire problematiche relative allo stress da lavoro-correlato.

Esistono delle strategie di prevenzione, che ogni azienda dovrebbe mettere in atto, con l’ausilio di professionisti esperti, per evitare che i suoi dipendenti vadano incontro al burnout.

4 STRATEGIE UTILI DA UTILIZZARE NELLA TUA QUOTIDIANITA’

FISSA DEGLI OBIETTIVI  CHE SIANO REALIZZABILI:

Definire obiettivi chiari, specifici, realizzabili, misurabili nel tempo e nella effettiva realizzazione, è il primo passo per una gestione consapevole del lavoro.

Adottare nuovi obiettivi, realistici, ti aiuta ad aumenta il tuo senso di gratificazione.

L’IMPORTANZA DELLA NARRAZIONE:

Una strategia per far fronte allo stress e aumentare la propria consapevolezza è la scrittura.

Tenere un’agenda giornaliera su cui appuntarsi gli impegni aiuta ad accrescere le capacità organizzative.

Anche tenere un diario del benessere su cui riportare gli eventi positivi che ci accadono durante la giornata, è un buon metodo per gestire lo stress, focalizzandosi sui punti di forza e sulle risorse a nostra disposizione, concentrandosi su ciò che avviene di positivo.

L’ASSERTIVITA’:

La comunicazione è la base di ogni rapporto e di ogni relazione efficace.

LA RESILIENZA:

Ovvero la capacità di far fronte e reagire efficacemente a tutti gli eventi, anche stressanti, che ci si pongono davanti.

Accrescere questa capacità, andando a lavorare sui punti di forza che ogni persona possiede, e facendoli emergere, è di fondamentale importanza per il benessere psicofisico della stessa.

Per concludere…

Il burnout dovrebbe essere affrontato, ad un primo livello, con la prevenzione, tuttavia le condizioni intrinseche e alcune distorsioni su cui si basa l’attuale modello organizzativo del lavoro non permettono di ottenere efficaci risultati in questo senso.

Il focus attentivo degli interventi è dunque sui fattori di promozione della salute che possono aiutare la persona a far fronte alle situazioni stressanti.

L’obiettivo è un PROCESSO che permetta a tutte le persone di esercitare una maggiore autodeterminazione sulla propria salute con strategie per misurare le proprie competenze e incoraggiando quegli aspetti positivi del sé che esistono in potenza e necessitano di  sollecitazione per assumere lo stato di REALI PUNTI DI FORZA.

Un intervento preventivo è ciò che dovrebbe venire adottato dalla tua azienda e dalle organizzazioni, nell’ottica di una nuova cultura del lavoro.

 

Leave a Reply