Buongiorno!
Vi è mai capitato di costatare che l’immagine che gli altri vedono di voi sia mooooolto differente da quella percepita da voi stessi e/o da come vi sentite? Nooo? Che fortuna! Io praticamente ogni giorno non solo non mi riconosco allo specchio (soprattutto alle 7 di mattina o al ritorno da scuola), ma spesso non mi riconosco nella proiezione che la maggior parte delle persone ha di me.
Vi è mai capitata la sensazione di essere la persona sbagliata nel momento sbagliato e nel luogo sbagliato o in tutte e due? Alzi la mano chi non si è MAI sentito inadeguato e non all’altezza.
AH, ecco adesso siete sinceri! Non vedo mani alzate.
Questo mi rincuora perché vuol dire che non sono sola e, come dice il detto, “mal comune mezzo gaudio”. A parte gli scherzi, ognuno di voi avrà trovato o avrà ottenuto suggerimenti diversi su strategie da mettere in atto in tutte queste situazioni di disagio che alimentano frustrazione e negatività. Un’arma sicuramente potente e alla portata di tutti SEMPRE è l’autoironia!
Questa è una chiave che ci permette di aprire porte e di chiudere portoni pesanti, ingombranti che ci impediscono il passaggio verso un cammino che abbia come metà la serenità.
Alcuni di voi saranno portati all’autoironia; per altri, come la sottoscritta, essa diventa una competenza da esercitare. È lì come la fiammella sotto la brace: deve essere ravvivata, allenata per comparire e diventare un’abitudine.
A proposito sapete che un’azione, un comportamento, una modalità di pensiero diventa automatica, abituale se esercitata almeno per una ventina di giorni?? STUPENDO! SI Può CAMBIARE!!!! All’inizio non ci credevo, poi costretta durante un master a eseguire un compito di cambiamento mi sono dovuta ricredere. Si può cambiare ed eliminare pian piano degli automatismi che ci frenano, che ci succhiano energie per trasformare quel tempo perso in tempo per noi! E così anche i pensieri: da negativi o che si concentrano sul lato negativo a positivi o propositivi!
L’autoironia se diventa un’abitudine ci aiuta in ciò, ci permette di far scivolare via, di non trattenere e pertanto di non dare potere a tutte quelle opinioni, quei giudizi, quegli stereotipi che NON ci servono, meglio che NON servono al nostro benessere.
Come dicevano gli scettici “non esistono verità assolute”! Questo per loro valeva in campo scientifico e del sapere come nella vita di ciascuno di noi. Questa scuola ellenistica ci invita a considerare le chiacchiere degli altri come tali: sono opinioni non verità assolute e inoltre non totalizzanti. Esempio, se uno studente riceve da me un 3 in filosofia questo giudizio non riguarda la sua persona nella sua totalità, in realtà non riguarda neppure il suo ruolo di studente nella sua totalità. Quel tre va preso per ciò che è, un giudizio limitato a una precisa performance. Spesso mi capita di sentire da studenti frasi come: “Ho perso 3 sono un fallimento”. Innanzitutto bisognerebbe ragionare se un 3 sia un fallimento, ma tralasciando ciò, con tali affermazioni si commette, e guardate che lo facciamo tutti, un salto indebito cioè non giustificato logicamente, una fallacia filosoficamente parlando, da una situazione parziale limitata nel tempo e nello spazio alla totalità della mia persona che è un ventaglio di sfaccettature e di ruoli!
L’autoironia ci permette di seguire gli scettici e di trattenere quei suggerimenti e quelle opinioni di chi conta per noi e che valgono; di tralasciare tutto il resto.
Negli ultimi mesi mi sono sentita chiedere non so quante volte: “Come mai una ragazza come te non è ancora sposata, non ha un figlio… ma esci, ma cerchi?”. Inevitabilmente ognuno di noi pone domande “innocenti” che innocenti non sono perché non possiamo sapere, ad eccezione delle persone che conosciamo DAVVERO DAVVERO, quali siano i punti deboli degli altri. Molto spesso, però, giudichiamo per stereotipi che la società, per dirla alla Freud, ha codificato come giusti. A una certa età non puoi non essere laureata, lavorare fissa, avere famiglia… sei strana altrimenti! E pertanto DEVI USCIRE PER CERCARE, ATTENZIONE! (Dovrò pensare a delle magliette ad hoc!).
All’inizio stavo malissimo perché erano domande che mi portavano continuamente a fare bilanci su di me, le cosiddette liste del “ce l’ho/ non ce l’ho” e quasi sempre quando ci mettiamo a fare ciò vince la colonna delle mancanze. Considerate che non ho mai creduto che la mia realizzazione, la mia completezza passasse da un marito o da un fidanzato o dall’essere madre. Un figlio certamente mi sarebbe piaciuto, ma per la mia personalissima visione, non essendo un giocattolo non si progetta per egoismo, ma se ci sono le reali circostanze quali anche l’età per garantirgli benessere.
Dopo un po’, visto che non posso agire sugli altri ossia non posso chiudere loro la bocca o evitare che mi pongano domande anche scomode, ho cercato di allenarmi in ciò che non mi è semplice: essere autoironica. Ossia ho deciso di agire su ciò su cui potevo agire, la mia reazione, il mio coinvolgimento, il potere che davo a tali parole. Mi interessava davvero il giudizio di quelle persone, il loro sguardo compassionevole, i loro consigli… NO!
Mi è mai davvero interessato il giudizio e le battutine sul mio lavoro di insegnante o sulla materia che insegno? NO! Perché IO so l’impegno, le ore, la passione che ci metto. IO so quello che faccio io, BASTA!
So il valore della filosofia e osservo io i cambiamenti potenti che provoca negli studenti… NON HO BISOGNO né di GIUSTIFICARMI né DI ALTRO. IL MIO LAVORO PARLA PER ME!
Vi lascio con due esempi di risposta che mi sono esercitata a dire: “Non ti preoccupare per la mia singletudine, mi sono iscritta a Meetic” e l’altra, riferita al mio lavoro, “Per non lavorare avresti dovuto studiare filosofia anche tu, sei ancora in tempo a farlo!”.
Autoironia: EFFICACIE, SEMPRE CON TE IN CASO DI EMERGENZA, SENZA CONTROINDICAZIONI, RISPETTA LAMBIENTE E GLI ANIMALI E SOPRATTUTTO… è GRATUITA!

Essere consapevoli di ciò che si prova dentro di sé, senza sentirsi sbagliati, è il passo fondamentale per essere padroni di se stessi”
(A.Schopenhauer)

Sara

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