Ciao, ben ritrovato sul blog di LumenIdea.
Partiamo subito con una domanda: che cos’è per te il lavoro?
Io vedo il lavoro come quella zona di rischio in cui apprendo e in cui riesco a realizzarmi e a portare in luce il mio vero potenziale.
Sicuramente sul posto di lavoro non ci sono solo talenti e gioie ma anche invidie, rassegnazioni e infinite lamentele.
Penso però che un punto di forza di ciascun professionista sia proprio il non smettere mai di fiorire, di trasformarsi e di “giocare”, gioco visto come infinita capacità di apprendere divertendosi.
Ecco che tocchiamo proprio le prime due parole chiave: APPRENDIMENTO e DIVERTIMENTO, meglio ancora UMORISMO, inteso proprio come capacità delle persone adulte di giocare.
Penso che proprio sul posto di lavoro noi possiamo vedere realizzate le nostre potenzialità tra cui quelle sopra citate, non solo in termini di competenze tecniche (HARD SKILLS) ma proprio anche in termini relazionali, appartenenti alla competenza del SAPER ESSERE, alle famose SOFT SKILLS, (guarda la tabella delle Soft Skills sul sito di LumenIdea, www.lumenidea.it).
Quel vecchio proverbio diceva proprio “…tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…”
Tra il tuo Cv e il tuo vero “essere”, c’è discrepanza oppure il tuo Cv racconta davvero chi sei, cioè un professionista formato sia da Hard sia da Soft Skills?
Quando leggo alcuni Cv, o meglio ancora supporto le persone nel crearli, cerco di cogliere quella sfumatura così tenue ma così significativa del “…Chi ho seduto davanti ha una mente chiusa/vecchia oppure una mentalità di crescita/in perenne fioritura?”
Il senso più profondo di questa domanda è: nella stesura del tuo Cv ti sei esposto? Racconti passioni e desideri (ovviamente attinenti al mondo del lavoro)? Oppure è un Cv pieno zeppo di competenze legate “al fare” come tanti altri e basta?
Il Cv è quel mezzo che ti permette di poter essere selezionato e ricevere quella tanto attesa chiamata per poterti presentare al colloquio di lavoro.
Se non colpisci, come pensi di andare oltre?
Con il termine Self Branding o Personal Brending intendo quel processo attraverso cui una persona definisce i propri punti di forza, porta in luce quelle potenzialità che la possono contraddistinguere dagli altri candidati, in modo unico, creando un vero e proprio “brand personale.”
L’obiettivo è posizionare nella mente del selezionatore il nostro nome, come?
Associandolo ad una specificità, per distinguerci dagli altri candidati.
Quella specificità può essere proprio il far trasparire la nostra mente “aperta”, dinamica, libera da giudizi.
Quella mente che permette di far capire al selezionatore che siamo persone concentrate sul nostro potenziale, che possiamo portare un valore aggiunto all’azienda in cui verremo assunti, alla squadra di lavoro in cui saremo inseriti.
E’ importante per me far trasparire il lato umano nei Cv e non solo quello da Supereroi, dietro ad un Cv, c’è sempre una persona con diversi ruoli, tra cui anche quello lavorativo.
Ci presentiamo sempre con il ruolo lavorativo che ricopriamo…ma se ti chiedessi di presentarti solo con il significato del tuo nome, cosa risponderesti?

Costanza

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